Su 35mm.it: Lo scultore (Graphic novel)

18 Giu

Pubblicato su www.35mm.it – Lo Scultore

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Che siate appassionati del genere o meno, Lo Scultore di Scott McCloud vi lascerà un segno.

Chi si aspetta di leggere un semplice fumetto rimarrà deluso, come anche chi pensa di trovarsi di fronte a un romanzo. E’ qualcosa di diverso, qualcosa in più.

Il primo aspetto che salta agli occhi è chiaramente quello grafico. D’impatto i disegni di questo libro (perché è proprio un libro e anche corposo) sembrano semplici, piuttosto essenziali. Andando avanti ci si rende conto invece di quanto siano incisivi e raffinati nella loro linearità. Poche tavole rendono alla perfezione lo stato d’animo del personaggio ritratto o il senso di un momento.

Poi si entra nella storia, nella sua sceneggiatura.

A un certo punto, vi accorgerete che state trattenendo il fiato. Perché Lo scultore cattura, coinvolge, fa pensare. Come tutte le storie di questo tipo può trasmettere anche una buona dose di ansia, ma di certo non lascia indifferenti. L’unica pecca è che per tutto il tempo si resta in attesa di qualcosa di clamoroso, un colpo di scena, una svolta epocale, una qualche grande rivelazione, ma in effetti tutto va più o meno come ci si aspetta che vada.

Il protagonista è David Smith, un giovane scultore di ventisei anni che è stato a un passo dalla fama, ma ha perso l’attimo e ora vive uno periodo di crisi sia esistenziale che creativa. L’arte è la sua vita, deve emergere: lo ha promesso al padre prima di perderlo. E’ tormentato, solo, senza più famiglia, non ha soldi e solo un amico. E’ schivo, chiuso in se stesso, isolato dal mondo che non lo comprende.

L’incontro casuale con il vecchio zio Henry (o chi per lui… lo capirete leggendo il libro) gli offre la possibilità di fare una scelta impegnativa: poter plasmare la materia a mani nude e dare così forma al suo estro in pochi attimi contro una vita di soli altri 200 giorni, al termine dei quali morirà.

Ora, lo so che state pensando a Faust. I temi affrontati sono classici e non si possono certo definire originali, ma in fondo cos’è l’originalità se non il modo personale di interpretare i vari aspetti della vita? L’amore, la morte, il peso delle scelte – che modificano l’intero corso dell’esistenza – la perdita delle persone che amiamo, la solitudine, la depressione, la fiducia o meno verso gli altri, la capacità di credere in noi stessi, di rischiare tutto per un ideale o un sogno.

Il protagonista non è probabilmente quello che ci aspettavamo dopo aver letto le prime pagine. A volte dà anche un po’ sui nervi, perché più che geniale è ottuso, ma il bello delle storie è che ognuno ci vede qualcosa di diverso. Lo scultore rimane un’opera interessante.

Scott McCloud ha impiegato cinque anni per scrivere questo libro di 500 pagine. E lo ha riscritto cinque volte. Non so quanto tempo vi occorrerà per leggero: io ci ho messo cinque giorni, ma ne è valsa la pena.

(Barbara Stefanini)

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