Su 35mm.it: Isabel Allende

29 Lug

Pubblicato su 35mm.it

La passione e l’avventura di Isabel Allende

Il sudamerica ha prodotto scrittori molto amati in tutto il mondo.

C’è qualcosa di inafferrabile nelle opere di autori come Gabriel Garcia Marquez, Jorge Amado, Luis Sepùlveda. Un alone di magia, profondità di sentimenti, colori intensi e musica. Spesso si tratta di scritti strettamente intrecciati alla vita politica travagliata di quelle terre, alla violenza, ai diritti calpestati e alla miseria. Storie forti, emozioni intense.

E forte, intensa è Isabel Allende, passionale e coinvolgente come la terra che l’ha partorita. Leggere uno dei suoi libri – specialmente i primi – significa astrarsi completamente dalla vita quotidiana ed entrare in un’atmosfera magica. Pochi scrittori sono capaci come lei di penetrare fino in fondo all’anima di chi li legge. Un’esperienza quasi dolorosa la si prova in particolare affrontando “Paula”, una sorta di diario, un’autobiografia scritta durante la malattia della figlia, Paula appunto, morta nel 1992 a 28 anni di porfiria, una malattia rara e gravissima.

La Allende non cade mai nel facile sentimentalismo, non vuole ispirare lacrime (che peraltro – se non si ha proprio un cuore di pietra – è difficile evitare); scrive questo libro più per se stessa, per riuscire a superare il dolore più grande che un essere umano possa provare. Racconta la sua storia, quella della sua famiglia, i suoi errori, i dolori, le gioie, tutto. Non sappiamo se il cinema si approprierà un giorno di questa storia, ma speriamo di no. Difficile che uno sceneggiatore o un regista riescano a renderle giustizia.

Sono due i libri di Isabel Allende che, fino ad ora, sono diventati film; altri tre sono in lavorazione (AfroditaEva LunaGift For a Sweetheart).

La Casa degli spiriti, uscito nelle sale nel 1993, è tratto dal primo romanzo, dallo stesso titolo, pubblicato nel 1982. Si tratta di una saga familiare che per molti aspetti rispecchia la famiglia stessa della scrittrice. E’ un film che ha diviso la critica, ma ottenuto un grandissimo successo di pubblico. Al regista e sceneggiatore danese Billie August è stata imputata una sceneggiatura debole e molti l’hanno accusato di aver realizzato una telenovela lenta e pesante. Non si sono salvati neppure gli attori, che pure rappresentavano un cast davvero impressionante.

Meryl Streep nei panni dell’eterea Clara è stata giudicata inadatta in un ruolo troppo giovanile, non considerando – forse – che la storia di Clara nel film si sviluppa da quando è solo una bambina fino alla sua morte. Altri ancora hanno criticato la soppressione di alcuni personaggi, ma parliamo di una storia molto complessa e il film dura la bellezza di 150 minuti.

A nostro parere il risultato invece è bello e rispecchia le atmosfere e i tempi della storia. Avremmo cambiato qualcosa? Probabilmente sì, ma non è il nostro mestiere e non ci sentiamo di dire che avremmo saputo far di meglio. Gli attori sono bravissimi e non si poteva pensare diversamente leggendo i loro nomi: Jeremy Irons è Esteban Trueba, ricco proprietario terriero che ha guadagnato il suo posto nella società cilena lavorando duramente in miniera e forgiando un carattere duro e spietato. Il suo amore per la dolce e irreale Clara (Meryl Streep), che parla con gli spiriti e ha il dono della preveggenza, è di quelli veri, profondi e lo prende quasi alla sprovvista.

E’ più grande di lui e non sempre è in grado di gestirlo. Glenn Close è la sfortunata Ferula, sorella di Esteban, una donna privata dalla vita di qualsiasi forma di affetto, che riversa su Clara, l’unica che le abbia mai dimostrato gentilezza, un amore ossessivo. Wynona Ryder è Blanca, figlia di Esteban e Clara, e rappresenta la nuova generazione cilena, quella comunista e rivoluzionaria e insieme al suo amante Pedro (Antonio Banderas) vivrà sulla sua pelle la repressione e la violenza. Una storia spesso cruda, a tinte forti. Una narrazione che non può lasciare indifferenti.

D’Amore e ombra è il secondo libro della Allende e anche il secondo film, uscito nel 1994 con la regia di Betty Kaplan. E’ di impostazione più hollywoodiana, pur essendo ambientato negli stessi luoghi e periodi del precedente. Si perde un po’ l’essenza del sudamerica, l’atmosfera che permea l’opera di Isabel Allende per puntare sul lato sentimentale, la storia d’amore tra i due protagonisti. Interpreti ancora Banderas insieme a Jennifer Connely e Stefania Sandrelli.

Anche questa storia trae origine da fatti realmente capitati ad alcuni conoscenti della Allende durante la dittatura di Pinochet. Insomma, che leggiate i libri o guardiate i film, Isabel vi farà provare emozioni, vi porterà per mano attraverso la sua vita avventurosa e i percorsi profondi del suo cuore.

E noi le siamo grati di averci accompagnati a scoprire il sapore, la potenza e la vita appassionata della sua terra.

Barbara Stefanini

 

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