Su 35mm: Dennis Lehane

19 Set

Dennis Lehane: il maestro del Thriller

Signori, tutti in piedi che oggi si parla di un maestro del thriller.

Dennis Lehane è nato a Dorchester, il 4 agosto 1966. E’ di origine irlandese e vive a Boston (dove sono ambientate le sue storie). Ha studiato letteratura inglese, americana e scrittura creativa. Insegna scrittura creativa avanzata all’Università di Harvard.

Ha scritto, a oggi, 10 romanzi: tutti bestsellers:

Serie di Patrick Kenzie e Angie Gennaro:

1994: Un drink prima di uccidere (A drink before the War)

1996: Buio prendimi per mano (Darkness, take my hand)

1997: Fuga dalla follia (Sacred)

1998: La casa buia (Gone, Baby, Gone)

1999: Pioggia Nera (Prayers for rain)

2010: Moonlight Mile (Moonlight Mile)

Altri romanzi:

2001: La morte non dimentica (Mystic River)

2003: L’Isola della Paura (Shutter Island)

2008: Quello era l’anno (The Given Day)

2012: La legge della notte (Live by Night)

Questi i film tratti dai suoi libri:

MYSTIC RIVER (2003)

Diretto da Clint Eastwood, con Sean Penn (Jimmy), Kevin Bacon (Sean), Tim Robbins (Dave), Laura Linney (Annabeth, moglie di Jimmy), Marcia Gay Harden (Celeste, moglie di Dave).

Il film ha ricevuto 6 nomination all’Oscar e 5 al Golden Globe. Entrambi sono stati vinti da Sean Penn (migliore attore protagonista) e da Tim Robbins (migliore attore non protagonista). Ha avuto la sfortuna di uscire contemporaneamente a “Il Signore degli Anelli”, che è stato il fenomeno di quell’anno e ne è stato fortemente penalizzato.

La storia:

1975 – Tra ragazzini – Jimmy, Sean e Dave – giocano in una strada periferica di Boston quando una macchina “che sapeva di mele” con due uomini a bordo si ferma accanto a loro. L’uomo che ne scende sembra un poliziotto e, con la scusa di riportarlo a casa, fa salire in macchina Dave, il più vulnerabile dei tre, descritto come “un ragazzino dai polsi sottili e dagli occhi spenti”. Di Dave non si hanno più notizie per quattro giorni, fino a quando non riesce a fuggire dai “lupi” che lo avevano rapito.

2000 – I tre, cresciuti, si sono persi di vita, anche se Jimmy e Dave, che hanno sposato due cugine, hanno contatti sporadici. Ma le loro storie si incontrano di nuovo in seguito al brutale omicidio della figlia di Jimmy, Katie. Sean è il detective incaricato di risolvere il caso e i tre si rendono conto che 25 anni prima su quella macchina, in fondo c’erano saliti tutti.

In questo film ci sono parecchie curiosità da segnalare:

–        Dennis Lehane appare – per pochi secondi – a bordo di una decapottabile scura, accanto a una donna vestita di rosso, durante la parata nel finale del film.

–        In Mystic River ha una brevissima parte anche Eli Wallace, che interpreta il ruolo di un venditore di liquori interrogato dagli agenti Devine e Powers. Wallace e Clint Eastwood sono diventati buoni amici ai tempi di “Il Buono, il Brutto e il Cattivo” di Sergio Leone e il regista ha voluto Wallace nel suo film.

–        Forse non tutti sanno che… Clint Eastwood è anche un musicista e infatti è l’autore delle musiche di Mystic River (peraltro davvero belle e adatte alla storia).

–        Il film è stato girato in soli 39 giorni.

Mystic River rispecchia fedelmente la trama del libro ed è bellissimo…

I personaggi sono perfetti e gli attori davvero molto bravi. Che altro dire?

E’ un film essenziale, senza inutili orpelli, dove ogni scena è importante e con un significato ben preciso.

Leggendo il libro si comprendono meglio tutte le sfaccettature dei personaggi e alcuni aspetti della storia. In particolare, nonostante le buone interpretazioni di Laura Linney e Marcia Gay Harden, si perdono caratteristiche importanti delle due moglie, ma questo è inevitabile se consideriamo che stiamo parlando di 456 pagine (Edizione Piemme del 2002 per “I maestri del Thriller”) contro 137 minuti di film.

Due o tre personaggi sono stati completamente soppressi e si sorvola a piè pari su alcune situazioni, ma la storia non ne risente affatto.

I libri di Lehane non sono semplici: scavano a fondo nell’animo umano e nella psiche, con finali spesso ad effetto e quindi… chapeau a Monsieur Eastwood.

GONE BABY GONE (2007)

Diretto da Ben Affleck (al suo esordio come regista), con Casey Affleck (Patrick Kenzie), Michelle Monaghan (Angie Gennaro), Morgan Freeman (Jack Doyle), Amy Ryan (Helene McCready), Ed Harris (Remy Bressant).

Per la sua interpretazione Amy Ryan ha ricevuto la nomination come migliore attrice non protagonista sia per l’Oscar che per il Golden Globe.

La storia: Amanda McCready, una bambina di 4 anni, viene rapita misteriosamente e gli zii chiedono l’intervento di due investigatori – Patrick Kenzie e Angela Gennaro – per ritrovarla.

Finale a sorpresa.

Il tema fondamentale della storia è: agire secondo coscienza, fare la cosa giusta. Ma poi sarà davvero giusta? A ognuno la sua interpretazione.

Chi non ha letto il libro, probabilmente lo definirebbe un buon film. E’ la prova di esordio di Ben Affleck come regista, con una storia di certo non facile da raccontare.

Parecchie critiche parlano in toni entusiastici sia del film che di Casey Affleck, fratello del regista e interprete principale, nonché della bravura nel riprodurre la degradazione e le brutture dei quartieri malfamati di Boston. Moltissimi i giudizi positivi del pubblico, ma il sospetto è che la maggior parte non sappia neppure che esista il romanzo.

Ebbene: quando si guarda un film tratto da un buon libro si è sempre un po’ prevenuti. Se poi si è letta tutta la serie (sei libri e questo non è neppure il migliore) e se quei romanzi sono stati scritti da uno dei tuoi autori preferiti… beh, diciamocelo, è un dramma!

Quella di Affleck, rispetto al romanzo di Lehane, è proprio un’altra storia e non tanto per la trama (anche se ci sono particolari importanti che ne modificano aspetti fondamentali) quanto per i personaggi.

Dove sono la verve, la sagace ironia, l’intelligenza, l’astuzia, l’irresistibile simpatia e la sfacciataggine irlandese di Patrick? Dov’è quell’insopprimibile gusto per la battuta tagliente che lo mette spesso nei guai?

E Angie… l’orgogliosa Angela Gennaro, affascinante nipote di uno dei più potenti boss della malavita italo-americana, che ha scelto di stare dalla parte della legge e tiene testa con freddezza e intelligenza ai criminali più incalliti? Dov’è la nostra Angie?

Per non parlare di Bubba… un personaggio mitico. Nel film non si capisce neppure chi sia. Un paio di banali apparizioni di un tipo “normale” per rappresentare il più simpatico e spietato gigante psicopatico che si possa immaginare (e già questi aggettivi contradditori fanno capire che tanto “normale” Bubba non sia…); un criminale che vive in un magazzino con il pavimento minato (e chi non conosce la disposizione delle mine… boom!), disposto ad aiutare i suoi amici in ogni occasione, che arrossisce di fronte a un complimento da parte di Angie. Gli scambi di battute tra i tre sono spesso epocali e irresistibili.

Nel film i personaggi sono spenti, piatti, come ombre di quelli letterari. I dialoghi sono esageratamente – e spesso a sproposito – volgari e l’ambientazione troppo da film-verità, molto più degradata di quanto faccia intendere l’autore. Film cupo, lento, frammentario, che rende difficile la comprensione della storia.

I due detective sembrano un po’ due poveri sfigati, mentre invece a quel punto della loro carriera hanno raggiunto una buona notorietà dopo aver risolto il caso di un pericoloso serial killer e non hanno neppure problemi economici..

Ma c’è anche una nota positiva. Una gran bella interpretazione di Ed Harris, che regge il film. Le nomination a Oscar e Golden Globe, se ritenute proprio indispensabili, avrebbe dovuto riceverle lui. Davvero un ottimo attore che evidenzia le pecche degli altri.

Un altro grande, Morgan Freeman, ha una parte troppo limitata per poter risaltare a dovere.

Sappiate comunque che, se la volete approfondire, questa storia ha un seguito nell’ultimo romanzo della serie: Moonlight Mite.

SHUTTER ISLAND (2010)

Diretto da Martin Scorzese con Leonardo Di Caprio (Teddy Daniels), Sir Ben Kingsley (Dr. John Cawley), Mark Ruffalo (Chuck Aule).

Il film ha esordito al primo posto nella classifica del box office con 41 milioni di dollari. E’ il film di Scorzese che ha guadagnato di più nel weekend di apertura. In totale, ha incassato circa 295 milioni di dollari.

La storia: L’agente federale Teddy Daniels, insieme al collega Chuck Aule, è chiamato a indagare sulla misteriosa sparizione di Rachel Solando, internata nel manicomio criminale di Shutter Island. Basta così. Ogni altra parola rischia di aggiungere troppo.

Esaminando il film nell’ottica del libro che lo ha ispirato, il risultato è notevole. Come al solito, la riduzione cinematografica toglie qualcosa all’atmosfera e ai personaggi e la storia va seguita con estrema attenzione, altrimenti si rischia di capirci poco. Forse il libro, almeno in fase iniziale, è meno inquietante del film, perché il pathos si raggiunge più gradualmente, ma non abbiamo dubbi nell’inserirlo nella lista delle pellicole che vanno viste. Certo, se siete fan dei film dei Vanzina, allora ve lo sconsigliamo vivamente.

La cosa che fa davvero pensare è quanto sia stata eterogenea l’accoglienza che ha ricevuto. Non sono poche le critiche che lo definiscono il peggior film di Scorzese e quasi altrettante quelle che lo etichettano come un capolavoro, con tutta una serie di sfumature intermedie. Leggendo i commenti degli spettatori sembra che ognuno abbia visto un film diverso. A tutto questo ha contribuito notevolmente la modifica del finale. Nel film sono state aggiunte due sole frasi che non compaiono nel libro, le ultime, e hanno il potere di stravolgere il significato della storia, dandogli una conclusione completamente diversa:

“Cosa sarebbe peggio? Vivere da mostro o morire da uomo per bene?”

Se avete voglia di fare una ricerca su Google inserendo “finale Shutter Island” troverete mille interpretazioni. Divertente leggere i pareri di chi ha definito il finale “scontato”.

Per quanto riguarda gli attori, Di Caprio è davvero cresciuto molto nel corso della sua carriera. Qui è bravo. Sarebbe stato interessante vedere il film in lingua originale. Ottimo, come sempre, Sir Ben Kingsley. Piccola partecipazione per il grande Max Von Sydow. Nel complesso, tutti gli attori hanno svolto più che bene il proprio mestiere.

A nostro parere, il film non ha avuto il successo che meritava. E’ un viaggio tormentato nella pazzia, tra flashback sull’ultima guerra mondiale e incubi deliranti del protagonista.

Se avete visto il film e siete nel novero di chi lo ha amato e apprezzato, vi ricordiamo, come apparso nell’articolo di Simone Bravi qui su 35mm.it, che è in progetto la realizzazione di una serie televisiva .

Siamo un po’ scettici, ma staremo a vedere.

Prossime uscite:

A settembre 2014 è prevista l’uscita del film The Drop – tratto dal racconto breve “Animal Rescue”, pubblicato in “Boston Noir”.

Anche il suo ultimo romanzo – Live by Night –  è destinato ad una versione cinematografica, con la regia di Ben Affleck e con Leonardo Di Caprio come protagonista.

Li aspettiamo con ansia.

Barbara Stefanini

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