Recensione film su 35mm.it: Cake

5 Mag

La mia recensione al film “Cake” con Jennifer Aniston.

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Cake di Daniel Barnz – Recensione a cura di Barbara Stefanini

Cake poster Voto IMDb: 6.5/10 (8,103 votes)
Regia: Daniel Barnz
Sceneggiatura: Patrick Tobin (screenplay)
Cast: Jennifer Aniston, Adriana Barraza, Anna Kendrick, Sam Worthington
Durata: 102 min
Genere: Drama

 

In breve…

Claire Simmons è un facoltoso avvocato sopravvissuta a un gravissimo incidente che l’ha lasciata profondamente segnata, sia nel corpo che nell’anima. Tormentata dalla rabbia e dal dolore cronico, allontana da sé chiunque voglia aiutarla attraverso un comportamento aggressivo. Prima di arrivare a farsi cacciare dal gruppo di sostegno al quale è stata quasi obbligata ad aderire, vive il suicidio di un’altra giovane partecipante e ne rimane in qualche modo affascinata, fino a farne quasi un’ossessione.
L’incontro con un altro dolore e un’altra rabbia simili ai suoi schiude le porte a una possibile, faticosa salvezza.

Film impegnativo, di quelli che richiedono grande attenzione e fanno pensare. Bella interpretazione della Aniston, in un inconsueto ruolo drammatico, il primo della sua carriera. A tratti inevitabilmente lento, ma il tema trattato lo impone.

cake

 

Dilungandoci…

Il grande, unico protagonista di questo film è il dolore.

Il dolore del corpo, quello cronico, incessante, che lascia profonde cicatrici e rende schiavi degli antidolorifici; quello che tormenta il corpo, rendendolo un’appendice estranea, rigida e invalidante. Il dolore dell’anima, quello che non passa, che scatena la rabbia, che non si riesce ad accettare; quello per aver perso una parte di te, la più importante, l’amore più grande e assoluto che a un essere umano è concesso provare. Siamo abituati a vedere Jennifer Aniston in parti brillanti, divertenti, dove appare bellissima e ci ha sorpreso la sua capacità d’interpretare questa donna ferita, nella quale il dolore provato si percepisce in ogni movimento, in ogni parola, nell’andatura rigida e goffa. Lo si legge nei suoi occhi cupi, nel viso devastato dalle cicatrici e privo di trucco.

Claire non è un personaggio semplice: non fa assolutamente nulla per rendersi simpatica. E’ intelligente, dotata di uno humor crudo, una pungente ironia che non lesina neppure a se stessa. Chiusa nel suo dolore emotivo, mostra senza remore quello fisico, ma non cerca la compassione degli altri, anzi li allontana. Segue impulsi del momento, ma fugge il confronto con il vero fulcro della sua sofferenza. Un bellissimo personaggio. All’inizio del film è una donna che ha rinunciato a vivere, ma a poco a poco si apre, abbassa le difese, si schiude al calvario della rinascita.

Insomma, davvero una bella interpretazione.

Attorno a Claire ruota tutto il resto. Gli altri ruoli sono quasi di contorno, fatta eccezione per Silvana (Adriana Barraza), la cameriera messicana, una brava donna che cerca di proteggerla sopportando stranezze e rimbrotti. Cake è la storia di Claire, della sua lotta contro i fantasmi, del suo grande, profondo, insondabile dolore.

Sconsigliato a chi si sente un po’ giù di corda. Necessaria serenità e una buona forma psico-fisica.

Barbara Stefanini

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