La mia prima intervista!

3 Ott

La mia prima intervista!

Ringrazio infinitamente Ally. E’ diventata il mio portafortuna!

* * *

Un po’di giorni fa vi avevo parlato del primo volume della trilogia L’Impero Dipinto. 
Non vado matta per il fantasy,ma questo romanzo mi aveva colpita per la sua originalità.

E mi aveva colpito anche la sua autrice Barbara, una donna positiva, aperta alle critiche, con grande voglia di giocare con la scrittura e di mettersi in discussione.
Allora le ho chiesto di fare due chiacchiere, sui libri e sul suo in particolare.
Questo è quanto ne è venuto fuori.
Buona lettura.

Ciao Barbara e benvenuta sul blog. L’Impero Dipinto è il tuo primo romanzo. Quello che mi incuriosisce dei nuovi scrittori è il passaggio tra il pensare di scrivere un libro e il momento in cui si prende davvero la penna in mano.
Ci racconti com’è stato per te? Dove,come,quando e perché hai deciso di iniziare a scrivere?
Ciao Ally e grazie infinite per la cortesia che mi hai dimostrato fin dal nostro primo “incontro”.
Non credo di aver mai pensato di scrivere un libro.
Ho sempre letto molto e adoro i libri e tutto quanto collegato alla parola scritta: la bella calligrafia, le penne stilografiche, i quaderni, rispettare grammatica e punteggiatura anche solo scrivendo un post su FaceBook o su un forum, ma scrivere un romanzo? No. 
C’è troppa gente che lo sa fare molto bene.
Nel 2008 sono diventata moderatore di un forum dedicato a cani e gatti e, per ridere, ho scritto dei diari divertenti appropriandomi della voce dei miei animali (in particolare di una simpatica gattina sfrontata che si chiama Gnà) e hanno avuto un certo successo sul sito. Ne ho anche autopubblicati alcuni, ma è finita lì.
Poi, nel 2011, ho ospitato una mia carissima amica messicana, una donna fantastica. E’ una vera esperta di religioni, filosofie orientali, medicina alternativa e altri mille argomenti affascinanti.
Abbiamo cominciato a parlare di magia, della forza della natura, riti celtici… beh, di punto in bianco mi è venuta in mente una storia. Per giorni non ho fatto altro che pensare a come svilupparla e ne parlavo con lei, nelle nostre serate in giardino, sotto la luna, a fumare di nascosto sigarette al mentolo! 
L’ho scritta in un lampo. E’ stata una strana esperienza, quasi frenetica: spesso rileggevo frasi che non mi ricordavo neppure di aver scritto. 
A questo “sforzo creativo”, piuttosto faticoso, è seguito un editing professionale ancora più estenuante. 
Alla fine ho mollato tutto.  Il romanzo è rimasto lì nel cassetto per tanto tempo. Quest’anno ho deciso di autopubblicarlo, perchè ho pensato che un racconto, se non viene letto, non ha ragione di esistere.
Un romanzo che nasce  da una vera e propria ispirazione quindi.
Una delle cose che mi ha più colpito nel tuo caso è stata proprio questa scelta di autopubblicarti. In genere coloro che intraprendono questa strada lo fanno perché non hanno trovato un editore. Tu invece non l’hai mai cercato. Perché? E che consigli daresti a chi vuole autopubblicarsi?


Prima di decidere di autopubblicare il mio romanzo ho esplorato un po’ il mondo dell’editoria e ho capito che è una cosa “da giovani”, visti i tempi biblici delle risposte! 
Diciamo che ho voluto sperimentare, per capire meglio come funzionano le cose. Per la maggior parte della mia vita sono stata un’imprenditore e mi piaceva l’idea di avere tutto sotto controllo: dalla realizzazione della copertina alla scelta del formato, dalla promozione al rapporto con i miei lettori. 
E’ stato anche un modo per “testare” le mie capacità riducendo al minimo i tempi.
Il consiglio che mi sento di dare a chi vuole autopubblicarsi, a prescindere dai motivi che determinano la sua scelta, è di fare un lavoro estremamente curato. E’ indispensabile, a mio parere, un editing professionale della propria opera e poi va posta estrema attenzione nella realizzazione del libro: impaginazione accurata, estetica gradevole, attenzione ai refusi. 
Purtroppo l’autopubblicazione al momento è guardata ancora con sospetto, perché non ha i “filtri” dell’editore. In pratica, si pubblicano un sacco di schifezze, che non hanno capo né coda e sono proprio scritte e stampate male.
Trovo sia un peccato, perché ho letto belle cose scritte da autori che si sono autopubblicati.
Se si è giovani scrittori e si aspira a fare della scrittura un vero mestiere, sono comunque convinta che l’editoria tradizionale sia ancora da preferire. In un curriculum pesa molto di più.
Non precludo, comunque, di cominciare a cercare anche io un editore, perché mi sono resa conto che l’autopromozione è troppo impegnativa per me. 
Come tanti, ho una famiglia e altri impegni. Non riesco quasi più a trovare il tempo di scrivere e quindi prima o poi ci proverò. Vedremo!
Per il momento, trovo molto divertente questa fase della mia vita.

Sai che il tempo dovrai trovarlo,perché io attendo ansiosa l’uscita del secondo volume della saga de L’Impero dipinto!
Parliamo del romanzo.
Come ho già scritto nella recensione è un fantasy che ha il sapore di una favola antica,ma al suo interno hai inserito molti elementi di contemporaneità,in particolare quello della violenza sulle donne.
Anche questo argomento è stato frutto dell’ispirazione del momento o c’è dietro una scelta precisa?

Il tempo lo troverò, stai tranquilla! Ho quasi finito la prima stesura del seguito. Si chiamerà “ViolaSperanza”.
Per quanto riguarda la domanda relativa ai temi attuali… beh, è vero che l’Impero Dipinto è una favola, ma perché non cogliere l’occasione per metterci anche qualcosa d’altro? 
La violenza sulle donne non è certo un tema nuovo. E’ qualcosa di talmente vigliacco che mi indigna profondamente. Non se ne parla mai abbastanza. 
Nel mio romanzo, le donne hanno molto spazio, se pensi che l’ambientazione richiama un periodo vagamente medievale. La dea Madre, la più potente, è femminile. Vittoria, la protagonista, nel corso della storia diventa una donna forte, da ragazzina ribelle che era.  Io credo molto nelle donne. Quando una donna è intelligente e in gamba, lo è sul serio. Siamo creature “multitasking”.

Concordo con quanto dici. E da sempre le favole,nella loro semplicità,sono veicoli di messaggi molto importanti. Ma parliamo di Viola Speranza. Vuoi darci qualche anticipazione sul secondo volume? Nel primo abbiamo conosciuto molti personaggi,imparato le regole dell’Impero,assistito alla nascita di grandi amori e partecipato a guerre epocali. Cosa accadrà ora ai nostri protagonisti?

ViolaSperanza è un nuovo inizio.
Ritroveremo gli stessi personaggi (sopravvissuti) del primo romanzo, ma la loro vita sarà molto diversa. Diciamo che, per un po’, sarà quasi normale!
Si andrà avanti con le generazioni: i nostri eroi avranno dei figli che diventeranno i nuovi protagonisti.
ViolaSperanza abbraccia un periodo di circa 25 anni. Per motivi anagrafici dovremo salutare qualche altro amico, ma arriveranno personaggi nuovi.
Mi sto divertendo molto. Non so se si percepisce 🙂
E la magia Pantelica… eh! Non posso dire di più!

Attendo curiosa di leggere ViolaSperanza.
(Ndr:Barbara non lo sa ma la invaderò di mail per avere ogni tipo di anticipazione!)
Nell’attesa,essendo anche tu una book addicted,ci racconti e ci consigli i tre libri che hai amato di più?


Ti posso rispondere facendo una piccola precisazione:
i libri che amo di più non sono quelli che più mi sono piaciuti.
Cerco di spiegarmi.
Ci sono tante cose che ti fanno amare un libro, oltre alla sua bellezza intrinseca: lo hai letto in un periodo particolare della tua vita, te lo ha regalato una persona speciale, ti ricordano un avvenimento importante o altri fattori.
Spesso sono libri “che fanno scena”, che ti fanno fare bella figura quando li nomini, ma non è il mio caso. Questi tre li amo davvero.
1) Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov
2) Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar
3) Un Canto di Natale di Charles Dickens.
Invece, per quanto riguarda i miei gusti personali, ti vorrei citare tre autori, perché mi piace tutto quello che hanno scritto.
Nella mia prima scelta so di non essere originale: adoro Jane Austen.
Non so più quante volte ho letto i suoi (purtroppo pochi) romanzi.
Mi piace tutto di lei. Come descrive il suo tempo, le ambientazioni, l’ironia fantastica, la modernità.
Se pensiamo che “Orgoglio e Pregiudizio” ha 201 anni… dai! Come si fa a non amarla?
Ma anche se in fondo sono un’inguaribile romantica, ti stupirò – forse – dicendoti che il mio genere preferito è il thriller!
Due autori in particolare:
Dennis Lehane e Michael Connely.
Li trovo bravissimi. Mi piacerebbe tanto scrivere thriller, ma quando leggi autori così… come si fa?
Sei sconfitto in partenza!


Ringrazio affettuosamente Barbara per essersi prestata a questa chiacchierata.
A lei il mio più sincero in bocca al lupo. A chi legge il consiglio di scoprire questa bellissima saga. 

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