Eduardo A. Sacheri – Il segreto dei suoi occhi

4 Mar

il segreto dei suoi occhi

IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI

di Eduardo A. Sacheri

BUR RIZZOLI 2010

 

“Il 30 maggio 1968 fu l’ultimo giorno in cui Ricardo Agustin Morales fece colazione con Liliana Colotto, e per il resto della vita ricordò non solo di che cosa avevano parlato, ma anche cosa avevano bevuto e mangiato, qual era il colore della vestaglia di lei e il bell’effetto di un raggio di sole che la illuminava da un lato, sulla gota sinistra, mentre era seduta in cucina. La prima volta che Morales me lo raccontò pensai che esagerasse. Che non potesse ricordare tanti dettagli. Il mio errore di valutazione comunque dipendeva dal fatto che non lo conoscevo ancora abbastanza e ignoravo che Morales, con quella faccia da idiota matricolato, avesse un’intelligenza, una memoria e una capacità di osservazione come non ne avevo mai viste, né mai più mi sarebbe capitato di incontrare. C’era un motivo per cui i ricordi di Morales erano così fedeli: quell’uomo ricordava allo stesso modo ogni cosa che riguardasse sua moglie.

In seguito, quando si sarebbe lasciato andare a parlare di sé, mi sarei trovato ad ascoltarlo mentre si descriveva come un tipo anodino, grigio, con un destino adeguato alla sua mediocrità. Morales si classificava impietosamente fra quegli uomini che vivono i rapporti familiari, scolastici e lavorativi senza lasciare traccia negli altri. Mai aveva avuto qualcosa di buono o di speciale, e gli era sempre sembrato giusto così. Fino all’arrivo di Liliana. Lei infatti era stata entrambe le cose. In misura enorme. Per questo lui aveva conservato quella mattina nel ricordo, non perché era stata l’ultima. La ricordava così come ogni mattina che l’aveva preceduta nell’anno abbondante in cui erano stati sposati. In seguito, quando mi raccontò con dovizia di particolari tutte le cose successe durante quella colazione, non fece come i comuni mortali che si sforzano di ricostruire – in base a tracce quasi illusorie, o a partire da frammenti di ricordi di altre circostanze analoghe – situazioni o sensazioni perdute per sempre. Morales no. Perché sentiva che avere Liliana era stata una felicità immeritata, che non aveva niente a che fare con il resto della sua vita. E siccome il cosmo tende all’equilibrio, prima o poi avrebbe dovuto perderla perché le cose tornassero all’equilibrio iniziale. Ciascuno dei suoi ricordi insieme a lei era avvolto da quella sensazione di disastro imminente, di catastrofe in agguato dietro l’angolo.”

Bello. Da leggere.

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