35mm: Un canto di Natale

22 Dic

Articolo dicembre 2014 su 35 mm.it

Voliamo nell’Inghilterra vittoriana per parlare di uno scrittore universalmente conosciuto, di certo tra i migliori del suo secolo: Charles Dickens.

Le generazioni moderne almeno fino agli anni 70 leggevano i suoi libri già da bambini e sia il cinema che la televisione hanno sceneggiato moltissime sue storie, da David Copperfiled a Oliver Twist, dal Circolo Pickwick a La piccola Dorrit.

Charles Dickens nacque a Portsmouth, in Gran Bretagna, il 17 febbraio 1812. Il padre incorse in seri problemi economici, tanto da finire incarcerato per debiti e il giovane Charles, secondo di otto figli, a soli dodici anni dovette abbandonare gli studi e iniziare a lavorare in una fabbrica di lucido da scarpe. Questa esperienza lo segnò profondamente e i temi del lavoro minorile, della povertà, dell’analfabetismo e dello sfruttamento delle classi disagiate ricorrono costantemente nei suoi scritti. Dickens è considerato il fondatore del cosiddetto “romanzo sociale”, quello che narra la vita dei ceti sociali svantaggiati e ne denuncia lo sfruttamento e i soprusi subiti a opera delle classi più abbienti.

Dickens è uno “che ce l’ha fatta”: dopo un periodo come praticante in uno studio notarile, divenne cronista parlamentare e quindi giornalista e il suo primo libro, Schizzi di Boz (Sketches by Boz), pubblicato nel 1835, lo portò subito al successo.

Fu tanto noto e apprezzato dai suoi contemporanei che le sue spoglie, dopo la morte avvenuta nel 1870, vennero sepolte nell’Abbazia di Westminster, nell’Angolo dei Poeti. Ciononostante, non smise mai di denunciare le ingiustizie e i problemi sociali che affliggevano la sua epoca.

A Dickens si deve una delle storie più belle ispirate al Natale: A Christmas Carol – Un Canto di Natale, nella quale l’autore tratteggia magistralmente il personaggio di Ebenezer Scrooge, un ricco avaro, privo di buoni sentimenti, che privilegia il profitto sopra ogni altra cosa, escogitando sempre nuovi modi per far denaro.
Se queste poche parole vi ricordano qualcuno… ebbene sì, il vecchio Scrooge ha ispirato un mitico personaggio disneyano, il nostro amato zio Paperone (Scrooge McDuck il nome originale americano), a riprova di quanto questo racconto abbia lasciato un segno nella nostra società.

Se ne avete l’opportunità, leggete questo racconto, godete dell’abilità dello scrittore, delle sue descrizioni magistrali, dell’intelligente ironia; camminate insieme a lui nelle strade dei bassifondi di Londra, vivete con Scrooge le sue allucinazioni e scoprite gli spiriti del Natale Passato, del Natale Presente e di quello Futuro; sorvolate il mare d’inverno e scrutate attraverso le finestre delle case addobbate, accompagnando Scrooge verso la redenzione. E verificate quanto un racconto con quasi duecento anni di vita (è uscito per la prima volta il 24 dicembre 1843) possa essere ancora attuale e vivo.

Cinema, televisione, radio, fumetti… tutti hanno ripreso Un canto di Natale in varie forme nel corso di un arco temporale lunghissimo. La prima apparizione cinematografica risale addirittura ai tempi del cinema muto (1911); tra le più famose ricordiamo Lo schiavo dell’oro (Scrooge – 1951) con Alastair Sim, La più bella storia di Dickens del 1970 con Albert Finney, S.O.S. Fantasmi (Scrooged – 1988) dove Bill Murray ne interpreta una moderna versione.

I più celebri pupazzi o personaggi dei cartoni animati non sono rimasti immuni al fascino di questa storia: Magoo’s Christmas Carol (1962), Festa in casa Muppet (1992), ma il più bello e famoso di tutti rimane Canto di Natale di Topolino (Mickey’s Christmas Carol) del 1983 della Walt Disney, che ha come protagonista Paperon de’ Paperoni nei panni di Scrooge, con la partecipazione dei più famosi personaggi Disney: Topolino, Paperino, Pippo e molti altri. Un piccolo capolavoro che ha ottenuto anche una nomination agli Oscar 1984 come miglior cortometraggio d’animazione.

Concludiamo con le parole scritte dall’autore stesso per presentare la sua opera, unendo i nostri auguri a voi tutti per un sereno e magico Natale:

“In questo libretto popolato di spettri ho tentato di evocare lo Spirito di un’Idea che dovrebbe riuscire a far deporre ai lettori ogni malanimo verso se stessi, verso gli altri, verso il nostro tempo, e persino verso di me.
Possa questo Spirito visitare festosamente le loro case, e che nessuno osi scacciarlo!
Il vosto amico e servitore
C.D.
Dicembre 1843”

(Barbara Stefanini)

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