35mm.it: Le 10 colonne sonore più iconiche di sempre

12 Lug

Pubblicato su 35mm.it: Le 10 colonne sonore più iconiche di sempre

Vi capita mai di imbattervi nelle prime note di un motivo e pensare immediatamente a un film ben preciso?

Esistono musiche legate a doppio filo alla storia che incorniciano. Non sono necessariamente le colonne sonore più belle di tutti i tempi, ma di certo hanno avuto un tale peso sul prodotto finale da ereditarne spesso anche il titolo e diventare immortali.

Di seguito vi proponiamo la selezione di quelli che ci sono sembrati i brani più “iconici” della storia del cinema. Di certo non è esaustiva e per certi versi molto soggettiva ma siamo sicuri che queste dieci soundtrack risuonano ancora anche nella vostra testa:

INDIANA JONES *

John Williams (come scoprirete continuando la lettura) è il re incontrastato della nostra classifica. Le sue colonne sonore sono spettacolari e i cinque Oscar ricevuti lo testimoniano. Il tema della saga di Indiana Jones propone alla perfezione la sensazione dell’azione leggendaria, riempie lo spettatore di vigore ed emozione, lo prepara al viaggio che l’archeologo più avventuroso di sempre sta per cominciare.

Il trittico Lucas, Spielberg, Williams ha fatto centro. Raider’s March – La Marcia dei Predatori – è il tema riproposto in tutti i film della serie e se – come si vocifera – ci sarà un sequel, con o senza Harrison Ford, potete scommetterci che le sue note risuoneranno stentoree ancora una volta, facendoci dimenticare in un lampo gli anni trascorsi e trovandoci pronti per una nuova avventura.

FORREST GUMP *

Mamma diceva sempre: la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita.” Il film lo avete riconosciuto già da queste parole, perché le tante citazioni sono ancora più iconiche della sua splendida musica. L’album della colonna sonora di Forrest Gump è stato uno dei titoli più venduti negli Stati Uniti, con 12 milioni di copie.

L’autore è Alan Silvestri, nominato sia agli Oscar che ai Golden Globe nel 1995, l’anno in cui il film fece incetta di premi “all over the world”. Le note malinconiche e dolcissime di The Feather Theme sono state abbondantemente sfruttate anche dalla pubblicità e sarebbe davvero un peccato se le generazioni più giovani in un futuro prossimo le associassero ai Pan di Stelle piuttosto che a un gran bel film.

LO SQUALO

Basta la sequenza iniziale del film, quella con l’inqudratura subacquea in soggettiva con i titoli di testa ancora in scorrimento, a mettere addosso allo spettatore un terrore primordiale dell’acqua. Non tanto perchè quella soggettiva rappresenta uno squalo bianco di una decina di metri, quanto per quelle note da brivido, una marcia di morte quasi soffocante che accompagna inesorabilmente ogni vittima di uno dei predatori più antichi della Terra.

L’autore? Che domande! Sempre il solito, impareggiabile John Williams. Probabilmente senza le sue musiche quello di Spielberg sarebbe stato comunque un capolavoro…Solo un po’ meno leggendario. Quest’anno tra l’altro si festeggia il suo 40° anniversario, QUI il nostro speciale.

GHOSTBUSTERS *

Forse il film più iconico in assoluto, a partire dal logo.  Il famosissimo Ghostbusters Theme – scritto da Ray Parker Jr. – ha ricevuto una nomination all’Oscar 1985 per la migliore canzone. Tutto l’enorme merchindising nato attorno al film è sottilineato dalle sue note. Forse qualcuno non sa che questo brano è stato tacciato di plagio proprio da colui che era stato scelto in un primo momento per comporre la colonna sonora di Ghostbuster, Huey Lewis, che però rifiutò in quanto impegnato a musicare un altro cult, Ritorno al Futuro.

La melodia incriminata è quella di “I want a new drug”. A voler essere sinceri, forse qualcosa in effetti c’è… ma a voi il giudizio finale. Ciò non toglie che da trent’anni i piedi cominciano a battere il tempo ogni volta che esplode il ritmo dei mitici Acchiappafantasmi.

JURASSIC PARK

Quel geniacco di John Williams doveva essere proprio ispirato nel 1993. Mentre componeva l’indimenticabile colonna sonora di Shindler’s List, infatti stava già realizzando uno dei temi più riconoscibili e iconici della storia del cinema, quello trionfale, indimenticabile, di Jurassic Park.

Vedere per la prima volta i brachiosauri muoversi (in branco), con quelle note in sottofondo, è probabilmente uno dei momenti cinematografici che ogni cinefilo si porterà dietro per tutta la vita, un qualcosa che ti rimette in pace col mondo. PA-PA-PAAAA-PA-PA…

PROFONDO ROSSO *

Era il 1975, giusto quarant’anni fa. Dario Argento presentò al pubblico il suo Profondo Rosso e fu subito un successo. A distanza di tanti anni molti ultra cinquantenni sentono ancora rizzarsi i peli sulle braccia alle prime note del tema principale di questa bella colonna sonora che – a nostro avviso – ebbe buona parte di merito nell’aver reso questa pellicola un “cult”.

Le musiche appartengono a un complesso del progressive rock italiano di quegli anni – i Goblin – ma i musicisti romani furono solo una seconda (o anche terza) scelta del regista, che avrebbe desiderato nientemeno che i Pink Floyd o i Deep Purple, tutte band poco “abbordabili”, soprattutto economicamente. Il matrimonio coi semi-sconosciuti Goblin però fu di quelli decisamente riusciti e la rivista Rolling Stones Italia pone l’album Profondo Rosso al 59° posto nella classifica dei migliori dischi italiani di sempre.

Ascoltare quelle note e guardarsi alle spalle è tutt’uno.

MISSION: IMPOSSIBLE

Di questo monumento dell’action-movie si è detto praticamente tutto (sta per uscire al cinema il quinto capitolo della serie a proposito). E’ uno dei simboli della filmografia di Tom Cruise, ha ispirato praticamente ogni prodotto esistente nel mondo dell’intrattenimento, dalle pubblicità ai videogiochi, soprattutto per un fattore: la colonna sonora firmata da quel fenomeno di Danny Elfman, un misto di tensione ed eccitazione che è diventato l’emblema degli spy-movie…

Peccato che nessun altro spy movie possa vantare quel leggendario “motivetto” nella sua soundtrack.

LA PANTERA ROSA *

E’ impossibile non riconoscere la musica che accompagna i passi felpati del felino rosa più famoso al mondo, disegnato per i titoli di testa e di coda dei nove film creati da Blake Edwards a partire dal 1963 e poi diventato uno dei cartoni animati più amati di sempre. Il tema The Pink Panther è stato scritto dal musicista Henry Mancini e ci regala un assolo di sax tenore indimenticabile.

La genialità dell’autore, la maestria di un grande Peter Sellers nei panni del maldestro ispettore Jacques Clouseau, la parlata stramba regalata al pubblico italiano prima da Giuseppe Rinaldi e poi da Oreste Lionello, i travestimenti esilaranti…Avrebbero avuto lo stesso impatto senza quelle note?

ROCKY

Chi di noi, durante una bella corsa o un allenamento in palestra, non si è esaltato quando Gonna Fly Now gli è partita nelle cuffie? In un attimo ci dimentichiamo della fatica e pensiamo di poter spaccare il mondo sulle note di quella canzone. E’ come avere anche noi quella tuta di felpa grigia e salire la scalinata di Philadelphia insieme a Sylvester Stallone.

Rocky è sicuramente uno dei più grandi film sulla rivincita del singolo, sul sogno americano, sul destino di un “underdog” (il termine con cui gli statunitensi indicano lo sfavorito di un confronto). Bill Conti ha realizzato un instant-classic delle colonne sonore cinematografiche e dato una motivazione a tutti noi…Anche in una semplice sessione di jogging.

STAR WARS

Questa non è una colonna sonora, è quasi un inno nazionale. Si perchè i fan di Star Wars (in ItaliaGuerre Stellari) potrebbero tranquillamente dare vita ad una Nazione o, meglio, a un Impero. E non c’è cosa più solenne per un fan di Star Wars che la colonna sonora di John Williams (si, ancora lui).

Una marcia epica, trionfale, che si porta dietro tutta l’aura di leggenda che avvolge la “creatura” di George Lucas, che quest’anno tornerà al cinema con il primo capitolo di una nuova trilogia, Il risveglio della forza. Quelle note risuoneranno ancora una volta in sala e allora sarà una sorta di “anno zero” per il cinema di fantascienza. Che la forza sia con voi.

(Barbara Stefanini * – Simone Bravi)

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